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Benedetto papa...


Con l’elezione di Joseph Ratzinger a papa, la chiesa cattolica non sembra voler entrare nel ventunesimo secolo. Se Ratzinger si ispirerà alle dichiarazioni che ha fatto finora, il suo pontificato rischia di esasperare le tensioni religiose e culturali in tutto il mondo. Joseph Ratzinger è quello che, per conto di Giovanni Paolo II, ha adottato posizioni intransigenti su molti temi. Nel 2003 ha condannato il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso, sostenendo che bisognava "evitare di esporre i giovani a idee sbagliate sulla sessualità e il matrimonio". Bollando queste unioni come la "legalizzazione del male". È passato poi a condannare le adozioni da parte di genitori gay, sostenendo che equivalgono a "una violenza sui bambini". Intanto partiva all’offensiva contro quei sacerdoti e teologi che deviano dal retto cammino. Risale alla metà degli anni ottanta il suo giro di vite contro la teologia della liberazione latinoamericana, considerata troppo vicina al marxismo. È sempre lui a revocare l’autorizzazione all’insegnamento al reverendo Charles Curran della Catholic University di Washington, colpevole di aver messo in discussione il divieto a usare il contraccettivo. Nel 2000 ha inferto un duro colpo al dialogo con le altre chiese cristiane pubblicando la dichiarazione Dominus Jesus, in cui sostiene che "solo nella chiesa cattolica si trova la salvezza eterna". Sulle questioni che dividono la chiesa nessuno è più estremista del nuovo papa. Nella sua severa omelia all’apertura del conclave, con cui ha dichiarato guerra alla modernità, al liberalismo, alla libertà di pensiero e di coscienza, ha addirittura alzato i toni. Nel 1977 Ratzinger e il Vaticano hanno ribadito il divieto del sacerdozio per le donne. L’anno scorso il nuovo papa ha guidato l’attacco contro il "femminismo radicale": ha accusato alcune donne di aver messo in discussione "la struttura naturale della famiglia, che prevede due genitori, una madre e un padre" e di aver reso così "equivalenti l’eterosessualità e l’omosessualità". In un epoca in cui l’economia, la scienza e le tecnologie mettono in comunicazione il pianeta, Ratzinger ha consigliato all’Europa di ripiegarsi su se stessa e si è opposto all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, sostenendo che "rappresenta un continente diverso e in contrasto con l’Europa". E ha descritto il multiculturalismo come "una rinuncia a se stessi". Egli ha una raffinata cultura teologica, ma alla domanda di dialogo interno alla chiesa risponde mettendo a tacere quelli che non la pensano come lui. Le sue idee sul ruolo subordinato delle donne nella chiesa e nella società, l’emarginazione degli omosessuali (una volta ha detto che la violenza nei loro confronti è inevitabile, se continuano a chiedere più diritti), il divieto a ogni atto sessuale che non comporti la deposizione del seme in un utero fertile e l’inammissibilità di un dialogo franco con le altre religioni, lo rendono più conservatore del papa che lo ha preceduto. Ma in politica può succedere che i cosiddetti "falchi" si dimostrino i più adatti a concludere accordi di pace e a imporre i cambiamenti. Chissà… Benedetto XVI avrà il coraggio –come si chiede il kenyota Daily Nation - di accettare il preservativo come mezzo per sconfiggere la minaccia dell’AIDS?

Pubblicato il 25/4/2005 alle 21.32 nella rubrica Immagini.

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