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Disabilità e fumetti




Leonardo è diventato paraplegico a seguito di un incidente d'auto. Leo, di qualche anno più grande di Gea, spirito indomito, affronta i problemi derivanti dalla sua disabilità con orgoglio e caparbietà. Nel gruppo di Gea suona la batteria, uno strumento che, a causa della sua disabilità, dovrebbe precluso, ma che ha ingegnosamente reso accessibile.

Leo, oltre ad essere il protagonista dei più divertenti siparietti comici, è più di un comprimario. Dopo avere casualmente di Gea, sta assurgendo a ruolo di co-protagonista. Ma il fascino di Leo è di essere una figura splendidamente reale nella rappresentazione del proprio handicap. Accetta il peso della sua disabilità con spirito volitivo, lottando perché la società abbatta le barriere che gli impediscono una vita normale. È questo infatti spesso l'argomento dei succitati siparietti comici, nei quali il tema è trattato con uno spirito ironico che, lungi dal banalizzare, viceversa rafforza il messaggio. Ma lo spirito di auto-accettazione di Leo non è (e realisticamente non lo può essere) totale. Nel numero 6, "Dove scorre l'acqua", è rappresentato uno dei temi più drammatici per un disabile con lesioni al midollo osseo, quello della sessualità. Emerge nelle pagine che trattano l'argomento il pressante bisogno di fisicità di Leo, l'inaccettabilità della propria diversità, l'impossibilità di razionalizzare il problema. L'atteggiamento di Gea nei confronti del suo amico è intrinsecamente sano e scevro di pietismo. Non assume mai atteggiamenti compassionevoli e non esita a maltrattarlo quando allunga troppo le mani o si concede delle libertà eccessive. In altri termini lo tratta come una persona normale e non come un handicappato!

L'articolo integrale di Antonio Tripodi, apparso sul numero 26 della rivista "Mobilità", lo trovate all'indirizzo
http://www.mobilita.com/rivista/26/fumetti.htm


 

Pubblicato il 2/9/2003 alle 18.56 nella rubrica Differenze.

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