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Charlie è blasfemo?

Un anno dopo la strage, la copertina del numero speciale di Charlie Hebdo mostra “l'assassino ancora a piede libero”. Questa è un'immagine blasfema? E, se è blasfema, è illecita? In una società laica – scrive Melzi d'Eril sul Sole 24ore – le convinzioni religiose non hanno maggiore dignità e valore rispetto a quelle filosofiche, politiche o di altro genere. Negli USA già negli anni '50 la Corte Suprema ha stabilito che “lo Stato non ha alcun legittimo interesse a proteggere una qualsiasi religione, o tutte le religioni, da espressioni a loro sgradite”. La violenza contro Charlie ha mutato il clima e ha fatto sostenere a taluno, forse per un principio di prudenza, che vietare l'offesa alla religione fosse una buona soluzione. Bisogna ricordare, però, che le religioni sono anche dei poteri che condizionano la vita pubblica. E come ogni altro potere esse meritano , con le parole di Salman Rushdie, “le critiche, la satira e tutta la nostra impavida irriverenza”.

Pubblicato il 26/1/2016 alle 8.12 nella rubrica Diario.

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