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La tragedia della Scienza.

Sì, rimetteremo tutto in discussione. E non procederemo con gli stivali delle sette leghe ma a passo di lumaca. E quello che troviamo oggi, domani lo cancelleremo dalla lavagna e non lo riscriveremo più, a meno che lo ritroviamo un'altra volta. Se qualche scoperta soddisferà le nostre previsioni, la considereremo con speciale diffidenza”. Così Galileo, nell'immaginazione teatrale di Bertold Brecht. Molti anni prima - di Brecht – e oltre duecento anni dopo Galileo, con parole diverse si era espresso Charles Darwin scrivendo di come lui andasse a raccogliere fatti, fatti, ancora fatti, i fatti più diversi. Dopodiché non poteva che formulare ipotesi, teorie e, quando i fatti non corroboravano l'ipotesi, allora buttava via l'ipotesi e la teoria per provare ad elaborarne un'altra. Del resto è così che funziona la Scienza. Thomas Henry Huxley, il “mastino di Darwin” così definiva la grande tragedia della Scienza: “...il massacro di una bella ipotesi da parte di un brutto dato di fatto”.

(Pino Donghi, Sole24ore)

Pubblicato il 16/12/2015 alle 18.59 nella rubrica Diario.

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