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Il vero pericolo è l'Arabia Saudita.

Il generale Thomas McInerney, ex vice comandante delle forze aeree USA in Europa, a proposito dell'accordo con l'Iran sul nucleare dice: “Quello che non mi piace è che gli iraniani sono il primo gruppo islamico radicale del pianeta. Foraggiano l'Islam radicale in tutta la regione e in tutto il mondo. E noi consentiremo loro di procurarsi armi nucleari”. Spiacente, generale, ma il titolo di maggiori “foraggiatori dell'Islam radicale" non spetta agli iraniani. Neanche lontanamente. Spetta al nostro alleato putativo, l'Arabia Saudita. Nulla è stato più deleterio per la stabilità e la modernizzazione del mondo arabo, e in generale del mondo islamico, dei miliardi e miliardi di dollari che i sauditi hanno investito a partire dagli anni '70 per spazzare via il pluralismo dell'Islam – i sufi, i sunniti moderati, gli sciiti – e imporre al suo posto il modello del salafismo wahabita – puritano, antimoderno, antifemminile – promosso dall'establishment religioso saudita. Non è una coincidenza che molte migliaia di sauditi abbiano aderito allo stato islamico o a quelle associazioni di beneficenza del Golfo Persico che hanno spedito e spediscono donazioni all'Is. È perché tutti questi gruppi jihadisti – l'Is, Al Qaeda, il Fronte al Nusra – sono una filiazione del wahabismo iniettato dall'Arabia Saudita nelle moschee e nelle scuole religiose di tutto il mondo islamico, dal Marocco all'Indonesia, passando per il Pakistan. E noi, Occidente, non li abbiamo mai chiamati a renderne conto, perché siamo drogati dal loro petrolio, e i drogati non dicono mai la verità ai loro spacciatori. L'Arabia Saudita è nostra alleata su molti temi, e nel paese ci sono moderati che detestano le loro autorità religiose. Ma resta il fatto che l'esportazione del wahabismo, questo puritanesimo islamico, è stata una delle cose peggiori accaduta al pluralismo (del pensiero religioso, del genere e dell'istruzione ) nel mondo islamico e arabo nell'ultimo secolo.

L'articolo completo di Thomas L.Friedman.

Pubblicato il 18/11/2015 alle 19.19 nella rubrica Politica.

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