Blog: http://lucaenoch.ilcannocchiale.it

La retorica degli scudi umani

Per quanto “precisi e chirurgici”, i bombardamenti nelle aree urbane e i combattimenti nelle città sono delle trappole mortali per i civili – scrivono Nicola Perugini e Neve Gordon - ma nel momento in qui gli Stati hi-tech uccidono centinaia, se non migliaia di civili, sono tenuti a fornire una giustificazione etica delle loro azioni per salvare la loro reputazione davanti alla comunità internazionale. È in questo contesto che vanno analizzate le immagini diffuse dall'esercito israeliano attraverso Twitter, Facebook e i blog. L'immagine con la scritta “Dov'è che i terroristi di Gaza nascondono le armi?” è un ottimo esempio. Il messaggio di fondo è chiaro: le case, le moschee, gli ospedali e le scuole sono bersagli legittimi perché sono anche depositi di armi. Poi c'è il manifesto “Quando una casa è davvero una casa?” che si limita a ingrandire una dettaglio della precedente immagine per mostrare che i palestinesi nascondono razzi nella abitazioni private. La logica è disarmante: se Hamas nasconde armi nelle case (azione illegittima), Israele può bombardarla (azione legittima). Secondo questo ragionamento, una singola funzione (nascondere le armi) cancella tutte le altre (ospitare una famiglia o fornire rifugio). La domanda “quand'è che una casa diventa un bersaglio militare legittimo?” è puramente retorica. In realtà il messaggio è “Tutte le case di Gaza sono bersagli legittimi”, perché tutte le case potrebbero non essere solo case. In un'altra immagine diffusa dall'esercito israeliano si legge: “Israele usa le armi per proteggere i civili, Hamas usa i civili per proteggere le armi”: un modo per dipingere i palestinesi come barbari che ignorano le regole di base del diritto internazionale. Inoltre ciò fornisce a Israele una giustificazione morale contro l'accusa di uccidere i civili. Le presunte violazioni dei diritti umani dei palestinesi da parte di altri palestinesi (che prendono ostaggi e usano scudi umani) diventano la legittimazione della violenza indiscriminata di Israele. Quando tutti i civili sono potenziali scudi umani e quando ogni singolo civile può essere considerato ostaggio del nemico, allora tutti i civili nemici possono essere uccisi. Per rendere più convincenti le sue argomentazioni, l'esercito israeliano ignora la totale asimmetria del conflitto: gli abitanti della Striscia di Gaza sono bombardati da aerei all'avanguardia e da droni, ma non hanno rifugi dove scappare e non possono lasciare il paese. Gli Abitanti di Israele, invece, sono bombardati da razzi artigianali , molti dei quali sono intercettati dal sistema di difesa Iron Dome. La maggior parte della popolazione israeliana può nascondersi nei rifugi o spostarsi in zone che sono fuori dalla portata dei razzi. Il nocciolo della questione è semplice: nei conflitti asimmetrici del mondo contemporaneo i deboli non hanno molte alternative. In mancanza di rifugi, le persone restano a casa durante i bombardamenti. I palestinesi della Striscia di Gaza non possono scappare perché i valichi di frontiera sono chiusi, perché anche le case dei vicini sono dei bersagli e perché chi è già un profugo non vuole diventarlo due volte. Quindi restano dove sono.


Nicola Perugini insegna all'Al Quds Bard human rights program di Gerusalemme.

Neve Gordon è un docente universitario israeliano. Ha scritto Israel's occupation (University di California Press 2008)

Pubblicato il 19/8/2014 alle 13.4 nella rubrica Guerra.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web