Blog: http://lucaenoch.ilcannocchiale.it

Storia notturna

Nell’estate del 1390, a Milano, in piazza S.Eustorgio, furono arse due donne, Sibilla Zanni e Pierina Bugatis, per sentenza del Podestà al quale erano state consegnate dal tribunale dell’Inquisizione che le aveva giudicate eretiche relapse, recidive. Comincia così la caccia alla streghe, con la morte di queste due donne che ancora nessuno chiama streghe. La “stregheria” – scrive Luisa Muraro ne “La signora del gioco” - era considerata un crimen exceptum, un reato di eccezionale gravità che autorizzava, per la sua repressione, procedure speciali che sarebbero state considerate altrimenti inique. Voleva dire che il processo si poteva aprire senza testimoni, bastavano informazioni raccolte segretamente o una denuncia anonima; che l’imputato veniva prima interrogato de plano, ovvero senza tormenti e poi sotto tortura, senza essere assistito da un avvocato; la confessione così estorta era sufficiente a provarne la colpevolezza senza l’obbligo di altre prove. In questo modo, il corpo sociale era estromesso dai processi e ricompariva soltanto come pubblico che ascolta la lettura della sentenza e che assiste alla condanna. In una raccolta di istruzioni destinate ai vescovi e ai loro rappresentanti, l'abate benedettino Regino di Prüm, nel 906 scrive: “Non bisogna tacere di certe donne scellerate che, divenute seguaci di Satana, sedotte dalle fantastiche illusioni dei demoni, sostengono di cavalcare la notte certe bestie insieme a Diana, dea dei pagani, e a una gran moltitudine di donne; di percorrere grandi distanze nel silenzio della notte profonda; di obbedire agli ordini della dea come se fosse la loro signora; di essere chiamate in determinate notti a servirla”. È evidente che, agli occhi di Regino, tutte queste erano solo fantasie diaboliche, sogni indotti dal diavolo e non esperienze reali. Le punizioni previste per le donne che condividevano tali illusioni erano relativamente blande: quaranta giorni, un anno, due anni di penitenze, fino all’espulsione dalla parrocchia. Ma nei primi decenni del 1400 teologi e inquisitori assunsero, di fronte alle confessioni delle seguaci della setta stregonesca, un atteggiamento del tutto diverso: il sabba – le trasformazioni, i voli notturni, la consumazione di infanti, l'incontro fisico col diavolo - era diventato un evento reale, un crimine punibile col rogo. La “caccia alle streghe” era cominciata e sarebbe durata per secoli. Sono debitore, per la realizzazione di questa storia, del bel film di Paolo Benvenuti, “Gostanza da Libbiano”, con una straordinaria Lucia Poli, film che mi ha suggerito ambientazioni e atmosfere per questa cupa storia di “stregheria”. Il titolo, invece, arriva dal bel saggio di Carlo Ginzburg, “Storia notturna. Una decifrazione del sabba”.

Pubblicato il 5/7/2014 alle 9.48 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web