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Omofobia di Stato.

La severissima legislazione russa contro la “propaganda omosessuale” marchia gli omossessuali come cittadini di serie b. La giornalista russa Masha Gessen è andata a leggersi la legge che in quel momento era stata approvata solo in una decina di regioni. La propaganda omosessuale era definita come “la distribuzione intenzionale e incontrollata di informazioni che possono danneggiare la salute spirituale o fisica di un minorenne, dandogli l’errata impressione che le relazioni tradizionali e quelle non tradizionali siano uguali per la società”. In Russia – scrive la Gessen – ci sono molte leggi scritte in modo impreciso e in contrasto con la costituzione, ma questa è diversa dalle altre: inaugura, infatti, una nuova era nel diritto russo, introducendo lo status di cittadini di seconda classe per gli omosessuali e rendendo un reato la ricerca dell’uguaglianza sociale. Nel marzo del 2012 anche San Pietroburgo ha approvato la legge. Quando ha saputo che una proposta di legge era stata presentata anche a livello federale, Masha ha avuto paura; nonostante tutto, ha deciso di rimanere in Russia, con la sua compagna che aspettava un bambino. E ha lanciato la campagna del triangolo rosa, ispirata al marchio indossato dagli omosessuali internati nei lager nazisti. Tutto questo succedeva due anni fa. Poi nel gennaio del 2013, la legge è stata approvata dal parlamento. Chi protestava è stato picchiato, compresa la stessa Gessen. Uno dei deputati che più si erano impegnati per l’approvazione della legge ha cominciato a menzionare lei e la sua “famiglia di pervertiti” nelle interviste. La Gessen ha contattato un avvocato per sapere se c’era il rischio che i servizi sociali le portassero via il figlio maggiore, adottato nel 2000. “La risposta alla sua domanda”, le ha detto l’avvocato, “si trova all’aeroporto”. A giugno la legge sulla propaganda omosessuale è entrata in vigore a livello federale. Il presidente della commissione parlamentare sulla famiglia si è impegnato a creare un meccanismo per sottrarre i figli alle coppie dello stesso sesso. La famiglia di Masha si è trasferita a New York. Loro hanno i soldi e i documenti per farlo con relativa facilità, a differenza delle altre migliaia di gay russi (Internazionale).

Pubblicato il 25/8/2013 alle 16.47 nella rubrica Politica.

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