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24: apologia della tortura


Se Jack Bauer, il protagonista della serie statunitense 24, vuole far confessare un sospetto terrorista, non ci pensa due volte: lo manda subito nella stanza delle torture. Jack, a capo di un'unità speciale governativa, non ha tempo da perdere. Se il suo uomo non confessa, basta collegarlo a degli elettrodi per convincerlo con le cattive. La serie, che va in onda dal 2002, ha suscitato molte proteste da parte dei gruppi che si battono per i diritti umani, anche se 24 non è l'unico programma incriminato. Dall'11 settembre - scrive il giornalista Pascal Petit su Internazionale - nella tv statunitense le scene di violenza e di tortura sono aumentate, legittimando episodi "reali" come gli abusi filmati ad Abu Grahib o i maltrattamenti dei prigionieri di Guantanamo. I protagonisti della serie sotto accusa dichiarano di ricorrere alla tortura in nome della sicurezza nazionale e della giustizia. Si presentano come campioni del bene, costretti a usare ogni mezzo contro i terroristi. Il risultato è una vera e propria giustificazione della brutalità che va in scena nelle fasce di maggiore ascolto. Secondo il Parents Television Council, un'associazione di genitori americani, dal 2002 al 2005 le scene di violenza fisica in tv sono quadruplicate. E il contributo maggiore a questo fenomeno lo ha dato proprio 24.

Pubblicato il 17/3/2007 alle 20.59 nella rubrica Guerra.

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